Attento, trader: sei carne da cannone…

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Nel 1814, un tale Francois Chateaubriand, visconte, scrittore e politico ai tempi della Rivoluzione Francese, coniò l’espressione “Chair à canon”, carne da cannone, per indicare i soldati utilizzati per missioni a elevata probabilità di essere uccisi, per di più per obiettivi di scarso valore strategico. L’espressione includeva un secondo significato, meno evidente ma altrettanto forte: la bassa considerazione da parte delle gerarchie militari per il valore della vita dei soldati.

Questa stessa espressione fu poi applicata in altri contesti, come ad esempio le guerre di trincea del primo conflitto mondiale, gli assalti alla baionetta sotto il fuoco delle mitragliatrici, e più in generale tutte quelle azioni, militari ma non solo, dove le evenienze di lasciarci le penne risultassero di gran lunga più probabili che non quelle di avere successo.

In tempi più recenti, questa espressione viene applicata in contesti dove le probabilità di insuccesso risultino assai più nutrite rispetto a quelle di raggiungere incolumi l’obiettivo.
Sono carne da cannone coloro che si illudono
di spuntarla con il gioco d’azzardo, o di cambiare la vita con il gratta e vinci, o ancora di scoprire qualche sistema miracoloso per cambiare la propria situazione economica senza sforzo alcuno.

Il loro sacrificio serve per una buona causa: ingrassare le gerarchie militari, quelli che stanno sopra, quelli che non solo hanno una considerazione decisamente scarsa dei “soldati”, ma hanno bisogno del loro sacrificio per prosperare.

Nello specifico, ci occupiamo di trading, settore dove la carne da cannone è all’ordine del giorno. Rientrano di diritto in questa categoria tutti coloro che si illudono (o meglio, vengono illusi) di poter imparare a fare trading, e magari pure di viverci, nel giro di un fine settimana, frequentando uno dei tanti corsi mirabolanti di cui il web è pieno.

Negli ultimi anni, accanto ad aziende serie che insegnano un vero e proprio mestiere, sono sorte iniziative tendenti a far passare il messaggio per cui fare trading è semplice, alla portata di tutti. Basta scaricare una app, fare un bonifico di partenza, giusto qualche migliaio di euro, e cominciare a vedere il conto corrente che cresce. Il bello è che cresce davvero. Peccato che non sia il loro.

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Regine incontrastate in questo campo sono le opzioni binarie, e le aziende che le propongono, spuntate come funghi. Qui addirittura viene veicolato il messaggio per cui non serve alcuna preparazione tecnica per operare sui mercati. Basta scegliere la direzione del trade: sale o scende. Facile come bere un bicchier d’acqua. Alla faccia di chi studia trading per anni e ogni giorno si rende conto di avere qualcosa da imparare.

Pronti per essere legati alla bocca di un cannone pronto a sparare? Perchè questo sarà il vostro destino.

Il trading, quello fatto seriamente, esiste, e si tratta di una nobile arte che si può apprendere. Certo, non in un paio di giorni, e men che meno in un fine settimana full immersion, come molti guru del settore pretenderebbero di far credere. Si tratta di un percorso lungo, accidentato e che non offre alcuna garanzia di successo.

Tipicamente, il percorso di un aspirante trader è fatto di studio, sperimentazione senza denaro (“paper trader”), passaggio in reale con piccole operazioni a basso rischio, crescita graduale in parallelo all’esperienza acquisita sul campo.

In mezzo ci stanno gli aggiornamenti costanti, lo studio, la sperimentazione, la lettura di libri sull’argomento, corsi di formazione seri, e più in generale tutte le iniziative che qualunque professione prevederebbe per poter essere svolta in maniera soddisfacente.

Il percorso della carne da cannone va in un’altra direzione. Tanto per cominciare, evita la fatica di dover studiare, applicarsi, provare, fare esperienza. La carne da cannone frequenta un corso mordi e fuggi, in un fine settimana, perchè non ha tempo da perdere. Apre un conto corrente e nel giro di qualche giorno comincia ad operare. Perchè questa è la promessa che gli viene fatta per potergli vendere il corso, la piattaforma e quant’altro.

La carne da cannone esce dall’aula con la motivazione alle stelle, che passa direttamente alle stalle nell’istante in cui sorge il primo problema a cui, ovviamente, nessuno intende perdere tempo a rispondere.

Perchè i problemi che sorgono sono tanti, e non c’è corso che tenga. Solo l’esperienza, e magari la guida sistematica di qualche mentore di buona volontà, può fornire una mano concreta per non lasciarci le penne.

Atteggiamento della carne da cannone

Cerca un corso, il più conveniente possibile, apre un conto di trading e comincia a spedire ordini sulla piattaforma.

Risultato: un paio di settimane per fumarsi il conto e andare a nutrire la pattuglia di coloro che parlano male del trading, dimenticando come il problema non sia il trading, bensì la loro dabbenaggine e la voglia di ottenere risultati senza fare fatica.

Atteggiamento della persona consapevole

Sceglie la propria formazione non in base al prezzo, ma in base alla garanzie che offre per poter rientrare al più presto dell’investimento. In tale ottica, comincia a scartare chiunque vada in giro a promettere di farlo diventare un trader in un paio di settimane. Al contrario, effettua una prima selezione privilegiando chi dice chiaramente che per diventare un buon trader e cominciare a trarre profitto dalle operazioni ci vogliono mesi, se non anni.

Il problema principale è il “tutto e subito”. La cultura del “darsi da fare”, di studiare, di cercare, di sperimentare, non è cool. E’ antiquata. Roba da vecchi.

Molto meglio cercare le scorciatoie, credere alle favole, cercare i soldi facili. Su questi presupposti fanno fortuna eserciti di affabulatori, strateghi di marketing, avventurieri senza scrupoli, che proprio con il sacrificio della carne da cannone, campano. E bene.

Il trading, qualunque trading, non è per tutti. E’ solo per chi sia consapevole dell’impegno e della serietà che richiede. Per tutti gli altri ci sono i casinò e le opzioni binarie.

di Roberto Zaretti

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