Proprio ieri ho scritto un articolo su Gran Canaria, il posto in cui vivo da qualche mese, descrivendo la bellezza e la particolarità di alcuni luoghi, la prelibatezza del cibo, l’ottima qualità della vita.

Eh sì, a Gran Canaria si vive bene! Soprattutto al sud, dove il clima è tra i migliori al mondo, l’aria è pulita, la vita costa poco, la criminalità è pressoché inesistente.

Tuttavia, vivere su un isolotto in mezzo all’Atlantico comporta anche qualche rinuncia, soprattutto quando si è giovani.

A meno che non viviate a Las Palmas, città cosmopolita e vivace, il resto dell’isola è gremito di anziani. Dimenticatevi la vida loca, la vivacità di un centro abitato popoloso, il via vai spumeggiante di coetanei chiassosi: qui è tutto l’opposto. Calma, tranquillità, ordine; strade perfettamente asfaltate e pulite, aiuole ben tenute, traffico regolare; pattuglie di teste imbiancate, generalmente provenienti dal nord Europa ma perlopiù di origine teutonica: questo troverete a Gran Canaria.

Un paese per vecchi, un posto per famiglie, persone in cerca di tranquillità.

Lungi da me parlare male dell’isola, ma di fatto è così: si sta bene ma ci si annoia un po’, ci si stanca di vedere le strade piene di turisti attempati, magari infastiditi dall’immancabile cafone italiano, quello che non vede l’ora di farsi riconoscere.

Ad ogni modo, i vantaggi del vivere qui sono chiari. Il corpo è rinvigorito, la mente è rinfrancata…anche il portafogli sta meglio.

Se uno sa quello che vuole, se quello che vuole corrisponde a quello che c’è qua, qual è il problema?

Uno solo, ad essere sinceri: la questione lavoro. A meno che non siate pensionati, ovvio.

Nei vostri progetti, nel piano che avete ponderato prima di partire, c’è per caso l’idea di trovare lavoro qua? Magari come dipendenti? Magari senza conoscere lo spagnolo o l’inglese e senza alcuna specializzazione?

Se è così, lasciate stare. Togliete la roba dalla valigia. Al massimo, fatevi una vacanza, e poi tornate a casa.

Credere di poter lavorare come dipendenti a Gran Canaria è praticamente una follia: contratti inesistenti, orari da sfruttamento, licenziamenti facili, stipendi bassi, concorrenza spietata.

Saper parlare la lingua locale può senz’altro essere d’aiuto. Tuttavia, anche se riusciste a farvi assumere, preparatevi ad affrontare il peggio.

Proprio qualche giorno fa, parlando con un’estetista italiana – residente a Maspalomas da circa 6 anni -, ho avuto conferma di quanto già sapevo a proposito dei lavoratori dipendenti. Lei avrebbe voglia di trasferirsi a Las Palmas ma, da quanto ho capito, si è quasi convinta a rinunciare. Il motivo? Qui a Maspalomas lavora autonomamente, a Las Palmas invece sarebbe dipendente. Questo significa orari di lavoro stressanti, paga ridotta, contratti fantasma.

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In effetti, meglio la noia.

Qual è l’alternativa al lavoro da dipendenti? Prendere la strada dell’imprenditoria privata? Se la domanda fosse rivolta a me, vi risponderei con un “Mah”.

Se il progetto che avevate in mente prevede l’apertura di un ristorante italiano, di un bar italiano o di una gelateria italiana, valutate attentamente quanto sto per dirvi…

L’isola è satura di locali del genere.

Certo, l’idea di esportare la cucina italiana all’estero è sempre valida, ma il rischio di creare nuove ed inutili repliche è altissimo. Per di più, se i prezzi di un ristorante italiano a Gran Canaria corrispondono a quelli di un bistrot romano o di un locale alla moda milanese, state pur certi che non durerà a lungo.

Qui la concorrenza è altissima, i prezzi devono adeguarsi alla media dell’isola.

In conclusione, qual è la soluzione per lavorare e vivere bene alle Canarie?

È semplice e ne abbiamo già parlato: la soluzione è lavorare da casa.

Copywriter, traduttori, programmatori, scrittori, trader, web designer. Se svolgete la vostra attività autonomamente, dalla scrivania di casa vostra, vi consiglio di pensare seriamente alla possibilità di trasferirvi alle Canarie.

Oltre ai vantaggi di una migliore qualità della vita, troverete giovamento dal sistema fiscale canario, che vanta una tassazione più lieve (20% per chi apre partita iva, contro il 40-50% di un regime ordinario italiano). A fine mese, il vostro datore di lavoro italiano (col quale potrete lavorare da remoto) vi sembrerà sicuramente più generoso.

In realtà, sarà il vostro stipendio ad essere più cospicuo, abbastanza da consentirvi di vivere bene sull’Isola.

di Annamaria Cardinali

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