take profit e stop loss

Come impostare take profit e stop loss

Con lo sviluppo di Internet e della connettività in generale, diventata ormai un aspetto cardine delle nostre vite, sono aumentate sempre più le operazioni finanziarie digitali. Ne è un esempio lampante la nascita di vari wallet appositi, come per esempio Paypal, il più conosciuto.
E’ importante però parlare del grande boom di operazioni finanziarie tipiche del trading, ovvero la compravendita di strumenti finanziari tramite internet.
Tantissime persone decidono di buttarsi in questo settore, con la speranza di riuscire ad ottenere ottimi guadagni e profitti.
Ma, sicuramente, è tutto tranne che scontato. C’è un’alta percentuale di rischio su qualsiasi operazione, anche la più sicura, e basta poco per perdere tutto il proprio budget.
Proprio per ciò, è necessario studiare attentamente il mondo del trading e tutte le varie tecniche fondamentali, di cui meritano sicuramente un’analisi il take profit e lo stop loss, strumenti di grande importanza per diminuire il rischio finanziario del proprio portafoglio, ideale per periodi di alta volatilità per le proprie operazioni.
Scopriamo più nel dettaglio in cosa consistono e come impostarli.

Il take profit

Si tratta di uno strumento che permette di vendere automaticamente un’operazione dopo aver raggiunto una quotazione interessante, scelta dal trader stesso, che porterà così ad un effettivo guadagno positivo, ritenuto soddisfacente dall’investitore. Non si tratta ovviamente di un obbligo o di uno strumento essenziale ed indispensabile, ma è comunque molto utile specialmente per operazioni con strumenti dalla volatilità molto alta, con salite e discese improvvise nel giro di poche ore, dove non si sta controllando l’operazione. Bisogna ovviamente stare attenti a come si imposta il take profit. Nello specifico:

  • non bisogna impostarlo troppo vicino, in quanto il guadagno effettivo sarà poco e non soddisfacente, così come non bisogna impostarlo troppo lontano o irrealistico, in quanto difficilmente scatterà. Serve una pianificazione ben studiata, che offra un guadagno interessante e con buone possibilità di arrivarci;
  • non bisogna mai vendere un titolo solo perché sta in un trend positivo e si è in guadagno. La vendita affrettata di strumenti finanziari, infatti, porterà sicuramente nel medio-lungo termine a perdere molti potenziali soldi di guadagno da questa operazione;
  • utilizzare i take profit porterà sicuramente ad un aumento delle operazioni di compravendita, ma come logica conseguenza di ciò aumenteranno anche le plusvalenze, tasse e costi bancari di commissione da pagare.

Lo stop loss

Sebbene segua praticamente la stessa strategia dello strumento descritto in precedenza, esso ha il funzionamento contrario, ovvero selezionare una soglia minima che, appena raggiunta, porterà all’abbandono dell’operazione. Lo stop loss si imposta quando non si vuole andare troppo in negativo e perdere eccessivi soldi con quella determinata operazione. Ci sarà comunque una perdita del proprio capitale investito, ma essa sarà contenuta e non drastica, salvando letteralmente molte persone.
Ovviamente, anche in questo caso è bene prestare molta attenzione quando si vuole fissare uno stop loss:

  • moralmente può sembrare inaccettabile, scegliere una quotazione che porterà comunque a perdere dei soldi investiti, indicizzando definitivamente l’operazione come un insuccesso. Allo stesso tempo, però, è un’ancora di salvezza ed i soldi risparmiati è possibili riprenderseli o investirli su altre operazioni;
  • non bisogna impostare uno stop loss troppo basso, in quanto sarà economicamente inutile, visto che farà risparmiare una quantità di soldi poco rilevante, motivo per cui era meglio rischiare e sperare in una ripresa, magari dovuta alla volatilità;
  • non bisogna fissare uno stop loss facilmente raggiungibile, visto che non ne varrà la pena e si può perdere l’opportunità di una risalita insistente subito dopo la discesa. Per esempio, se si fissa lo stop loss sul bitcoin a 5000 mentre esso è stato comprato a 5500, sarà praticamente inutile e svantaggioso dal punto di vista della strategia di trading.

Conclusioni

Per concludere, il take profit e lo stop loss rappresentano rispettivamente il limite superiore ed il limite inferiore che si vuole dare personalmente alla propria operazione. Sono strumenti molto utili e sicuramente convenienti da utilizzare, ma bisogna prestare molta attenzione su come impostarli e pertanto il trader necessita di esperte conoscenze in merito e riguardo l’operazione che sta effettuando, specialmente se è di solito ad alta volatilità.