Gran Canaria #1: l’isola, Maspalomas, le Dune

L’aereo per Las Palmas partiva presto quel giorno, talmente presto che il lato “Partenze” dell’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo-Milano) era chiuso e mi è toccato aspettare che aprisse nel lato degli “Arrivi”, insieme ad un sacco di altra gente.

Fine settembre, fuori pioveva a dirotto. Cominciava a far freddo in Italia. Per fortuna avevo con me un giubbetto caldo, insieme alla marea di t-shirt in valigia. Cullata dal rumore della pioggia battente e dal silenzio dell’atrio, mi appisolai sulla sedia, coi piedi sulla valigia, pensando al sole.

Mi risvegliai sull’aereo che il sole c’era davvero (il tragitto dall’atrio degli Arrivi all’aereo l’ho fatto in dormiveglia). La luce del mattino disegnava i bordi della costa nera e si specchiava nell’Oceano. Milioni di riflessi mi costringevano a socchiudere gli occhi, ma la meraviglia era tanta e non mi sarei addormentata di nuovo.

Dall’Aeropuerto di Las Palmas, a Nord-Est dell’isola, si procede verso sud, direzione Maspalomas: l’autostrada segue il profilo della costa, fiancheggiando il mare, a sinistra.

A destra, un paesaggio insolito: superfici marrone scuro, terreno scosceso, alture e massicci, enormi piante grasse, fiori rosa che punteggiano il panorama. Sembrerebbe di essere in America, nel Gran Canyon o qualcosa del genere. Robe così le avevo viste solo nei film.

Prima di arrivare a Maspalomas, intravedo piccoli centri abitati: casette bianche circondate da centinaia di palme, prati curatissimi, campi da golf, spiagge. Tutto intorno, la natura sembra quasi incontaminata.

Le case non sono tutte uguali: ci sono palazzi come da noi, in città, ma anche villette indipendenti, come bungalow, circondate da palme, vialetti e giardini curatissimi, con grandi piscine in comune, come nei villaggi Valtur. Io sono fortunata, abiterò in un “villaggio Valtur”.

Dalla notte in aeroporto sono passati tre mesi. Siamo a dicembre e, in pratica, sembra di stare sempre in vacanza. Il tempo è bello, il clima caldo ma mai afoso, mai umido, sempre piacevole.

L’isola non è grandissima, ma ci vuole tempo per girarla tutta. C’è molto da esplorare: si passa dal mare alla montagna, dal luogo turistico alla natura incontaminata. Ci sono posti perfetti per fare trekking, escursioni guidate, di quelle da fare aggrappati ai sedili di una jeep color ocra, stile safari.

C’è di tutto: luoghi romantici, come ristoranti e bar, dove puoi sederti e guardare il sole che tramonta sull’Oceano; paesini colorati, isolati e immersi nella natura, alcuni sul mare, altri nell’interno.

Ci sono posti la cui bellezza è commovente. Uno in particolare.

Il giorno che lo visitai, ci arrivai senza rendermene conto. Mi ritrovai davanti un albergo enorme, al cui centro c’era un viale che lo attraversava e che proseguiva dritto fino al mare. Mi era stato detto che arrivando alla fine del viale avrei visto qualcosa di incredibile. Mi addentrai lasciandomi la strada alle spalle e costeggiando una serie di palme. Quello che vidi dopo qualche passo mi lasciò senza fiato…

Dune di sabbia. Dune, come in un deserto. Davanti a me c’era un pezzo di deserto e davanti al deserto c’era il mare. Non sto parlando di una spiaggia, sto parlando di una riserva naturale, di rara bellezza.

Non a caso ho parlato di deserto: le dune di sabbia dorata che avevo davanti provengono dall’Africa. Il vento le ha rubate al Sahara e le ha trasportate qui, a Maspalomas.

Ho affondato le scarpe in quella sabbia morbida e mi sono arrampicata su una duna molto alta. Da lì avevo una visuale ampia. Riuscivo a vedere bene anche la spiaggia, in fondo, popolata di turisti e colorata dalle vele dei kitesurf.

Mi sono seduta e ho chiuso gli occhi. Sentivo i granelli di sabbia volarmi sul viso, trasportati dal vento. Sentivo solo quello, nonostante ci fossero altre persone nei paraggi. Un silenzio meraviglioso mi avvolgeva.

Se chiudo gli occhi rivivo quella sensazione e rivedo quei colori: giallo e blu. Giallo tutto intorno, con punte di verde di qualche ciuffo d’erba. Blu oltremare in fondo al giallo e azzurro intenso ovunque, sopra di me.

Descrivere le dunas, comunque, è difficile. Diciamo che ci ho provato.

Per capire come sono davvero, bisognerebbe solo chiudere il computer e trovarcisi in mezzo.

L’altro giorno Alex, mi ha mostrato le Hekla House. Sono bungalow, in un villaggio molto bello, così bello che sembra la location perfetta per un matrimonio. Le case sono nuovissime, arredate in stile italiano, moderne e confortevoli.

Questo per dire che se avete voglia di vedere le dunas, non dovete far altro che prenotare e partire.

La casa c’è, le dune pure. Prenotate e partite. È meglio che leggere un articolo, poco ma sicuro.

di Annamaria Cardinali

Se vuoi conoscere quello che facciamo da anni con grandissimi risultati e come abbiamo cambiato la vita di tante persone, permettendogli di gestire i propri soldi in piena autonomia, senza affidarli a nessuno, impegnando solo pochi minuti al giorno, clicca qui sotto e guarda subito il nostro nuovo Workshop, c’è una grande sorpresa all’interno!! 😀