L’ultima volta che ho scritto qualcosa su Gran Canaria è stata anche la prima. Questa settimana, a distanza di qualche mese, riprendo il filo del discorso, partendo da dove ero rimasta.

Ho passeggiato nella sabbia soffice delle dune di Maspalomas solo 3 giorni fa. Siamo a febbraio, la media delle temperature non supera i 22 gradi. Il giorno che sono tornata alle dune, però, ce n’erano 31. Un’aria calda e secca, irresistibile. Rimandare al giorno dopo quanto avevo da fare non è stato affatto difficile.

Scendendo dal mirador del paseo (la panoramica), ho attraversato a piedi le dune e sono arrivata al mare. Tanti hanno avuto la mia stessa idea quel pomeriggio, ma nonostante la considerevole quantità di gente, ho avvertito più volte la sensazione – piacevole – di camminare da sola. La spiaggia è lunghissima, ampia, libera da recinzioni, da ombrelloni, lettini. Non c’è niente, a parte l’uomo, il mare e la sabbia. Abolito qualsiasi ostacolo alla vista, lo sguardo è libero di perdersi nello spazio, insieme ai pensieri.

Arrivo al Faro di Meloneras un passo alla volta, spinta da un vento caldo e carico di salsedine. Abbandonato l’infinito, la vista si inceppa mille volte in bar, ristoranti, vetrine, bazar.

Meloneras è il luogo più chic dell’Isola, un passeggio sul lungomare che dalla spiaggia s’inerpica dolcemente sulla costa, sovrastando il mare, incorniciato da una serie di alberghi extralusso, spa, casinò, negozi di abbigliamento, profumerie, gelaterie e ristoranti.

È un posto adatto a tutto il genere umano. I luoghi di svago abbondano, il panorama è bellissimo. L’aria salubre del mare l’attrazione principale, insieme ai tramonti rosso-arancio, quando il sole diventa un pallone infuocato e si tuffa nell’Oceano Atlantico, per rinfrescarsi.

È a quell’ora, mentre cammino verso casa, che comincia a venirmi fame. Da quando vivo a Gran Canaria, le occasioni per pranzare e cenare fuori si sono moltiplicate. I prezzi sono invitanti come le pietanze, soprattutto in certi posti. Quello che preferisco, per la freschezza degli ingredienti, la semplicità della cucina e la familiarità del luogo, è la Cofradia de Pescadores, nell’area portuale di Arguineguín.

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Un luogo dal nome buffo e di non semplice pronuncia, un villaggio di pescatori, fatto di poche case, di barchette ancorate al porto, di ristoranti malconci e folkloristici, le cui sale (sempre stracolme) ricordano quei banchetti organizzati dalle diocesi di quartiere, coi tavolini e le sedie in plastica bianca che brillano al sole, le tovagliette in carta a quadretti azzurri, fiorellini gialli al centro e bicchieri infrangibili, resi opachi dai troppi lavaggi.

Dalla cucina della Cofradia, si spande un odore delizioso, reso ancora più irresistibile dalla fila di persone fuori dal locale, che confidando troppo nella fortuna e ritenuta superflua la prenotazione, attendono pazienti che si liberi un tavolo.

La Cofradia cucina il pesce appena pescato: dalle reti alla padella, dall’amo alla brace.

Nonostante ci sia stata non più di 5 volte, alcuni camerieri mi conoscono e sanno già che ordinerò pulpo a la gallega (identico a quello che mangiai a Santiago de Compostela, in Galizia, circa 7 anni fa), calamares fritos (la miglior frittura di calamari mai assaggiata) e atun fresco a la plancha, cioè tonno appena pescato cotto alla piastra, talmente fresco da sembrare carne. Le porzioni sono sempre generose, devo avere davvero fame per ordinare 3 piatti.

Alle pareti del ristorante sono appesi gli autografi e i poster di David Silva, giocatore del Manchester City e della nazionale spagnola, nato ad Arguineguín nell’86 e amico fraterno di uno dei camerieri, che giustamente tiene a precisarlo.

L’ultima volta che ho pranzato ad Arguineguín era pomeriggio ed era, naturalmente, una bellissima giornata. Insieme al mio ragazzo, seguendo la litoranea, abbiamo proseguito verso sud. Ci siamo fermati qualche ora in un paesino splendido, Puerto de Mogàn, un posto leggermente più grande di Arguineguín, fatto di casine curatissime, adornate con piante e fiori rigogliosi, con dettagli dipinti che richiamano i colori del mare, del sole e dei fiori.

Maspalomas, Meloneras, Arguineguin, Puerto di Mogàn. Oggi abbiamo fatto un bel giro.

La prossima gita virtuale sarà nella capitale, a Las Palmas de Gran Canaria.

Restate sintonizzati, il viaggio continua.

di Annamaria Cardinali

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