Perchè non ha senso lasciare i soldi fermi in banca

Perchè non ha senso lasciare i soldi fermi in banca

Un tempo avere i soldi in banca poteva anche portare a maturare una rendita, ma con il tempo tutto è cambiato, ecco perché avere soldi fermi in banca non è conveniente.

Conto corrente ed interessi inesistenti

In banca, o presso Poste Italiane assimilabile del tutto ad una banca, è possibile tenere i soldi fermi in due modalità:

  • in conto corrente;
  • in conto deposito.

Entrambe queste possibilità sono però poco convenienti e difficilmente daranno, con il passare del tempo, dei frutti in grado di mantenere almeno inalterato il valore del denaro nel tempo.

La riduzione del costo del denaro da parte della BCE, ormai ha raggiunto il minimo storico dello 0,05%, ed è probabile che non si alzi di molto nei prossimi periodi, ha portato il conto corrente ad essere improduttivo, infatti nell’ultimo anno non sono mancati correntisti che hanno visto recapitare a casa un avviso da parte della propria banca in cui si comunicava che i soldi in conto corrente, da un determinato momento, non avrebbero più prodotto interessi.

Laddove gli interessi su conto corrente vengono ancora conteggiati sono comunque molto bassi e non utili a coprire le spese di gestione del conto.

A ciò si deve aggiungere l’imposta di bollo prelevata nel caso in cui la giacenza media in un anno superi i 5000 euro, la stessa è stata introdotta nel 2011 ed è pari a 34,20 euro.

Risulta quindi evidente che il conto corrente può essere utilizzato solo per ricevere gli stipendi e per pagare le spese ordinarie, ma diventa del tutto controproducente laddove il titolare volesse utilizzarlo come mezzo di risparmio.

Nonostante ciò per molte famiglie il conto corrente viene ancora utilizzato anche per tenere dei risparmi e ciò per l’utilità di avere denaro sempre disponibile.

L’ideale sarebbe mantenere solo una piccola quota utile a coprire gli imprevisti.

Per quanto invece riguarda il conto deposito, si tratta di una forma di risparmio leggermente più conveniente in quanto supportata dalle stesse banche, che tentano di attirare capitale che, a sua volta, può essere concesso in prestito a tassi di interesse più alti rispetto a quelli pagati agli investitori.

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Il conto deposito e i suoi svantaggi

 

Il conto deposito, a differenza del conto corrente genera interessi, ma gli stessi sono abbastanza limitati, inoltre gli istituti di credito che permettono di maturare tassi di interesse più elevati solitamente chiedono la stipula di un vincolo sul denaro, cioè lo stesso non potrà essere prelevato prima che siano trascorsi alcuni anni.

Il vincolo è utile alla banca in quanto potrà usare quel denaro per concedere prestiti a titolo oneroso.

La proposta migliore in tal senso arriva ad un tasso di interesse di circa il 4%, somma irrisoria perché anche sui conti deposito di applica l’imposta di bollo.

Questa, a differenza del conto corrente che vede l’applicazione di un’imposta di 34,20 euro l’anno, è in misura del 2 per mille annuale della somma investita, aggiungendo a ciò i costi di gestione del conto deposito, il guadagno sullo stesso tende ad avvicinarsi allo zero.

Dal punto di vista pratico, considerando un deposito di 10.000 euro, si possono ottenere in un anno, con un tasso di interesse del 3%, circa 140 euro di interessi.

La scarsa convenienza è dovuta anche al fatto che interessi così bassi restano poco adeguati al costo della vita quindi al momento del riscatto i soldi valgono meno di quanto inizialmente investito, cioè permettono di comprare meno.

Volendo fare un esempio in questo periodo il costo del mattone non è elevato, ma non è detto che in futuro le cose saranno così, mentre oggi con quei risparmi si potrebbe comprare un immobile, o pagare una buona parte del prezzo, in futuro non sarà possibile quindi il denaro risulta svalutato.

Un vantaggio dei conti deposito potrebbe essere rappresentato solo dalla sicurezza, ma anche in questo caso si tratta di casi “limitati”.

La legge prevede che in caso di fallimento della banca, i depositi fino a 100.000 euro siano garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, oltre tale somma, l’eventuale fallimento di un istituto bancario travolge anche chi ha un conto deposito.

 

I buoni fruttiferi del Tesoro

 

Discorso simile è valido anche per altre forme di risparmio che prevedono di tenere soldi fermi per anni prima di vedere qualche frutto, come ad esempio i buoni del Tesoro.

In particolare i buoni fruttiferi del tesoro permettono di avere un guadagno lordo che può arrivare al 2,5% ogni 12 mesi, ma è necessario mantenere questa forma di investimento per circa 20 anni, mentre per i buoni fruttiferi con scadenza a 18 mesi il tasso di interesse lordo dello 0,1- 0,2% tasso da cui occorre scorporare tasse e costi.

Non va meglio con i buoni pensati per i minorenni, gli stessi arrivano ad un tasso d’interesse massimo dell’1,77% dopo 18 anni.

Si tratta a ben vedere di cifre a dir poco irrisorie e non adeguate all’inflazione.

 

Forme alternative di risparmio

 

Investire i soldi tenendoli fermi in banca è poco conveniente anche perché esistono altre forme di investimento che sono più remunerative.

In questo caso è bene tenere presente che la regola è diversificare, cioè non investire tutti i soldi in un unico prodotto finanziario, ma scegliere prodotti diversi e con scadenze diverse.

Tra i prodotti utilizzabili vi sono le azioni e le obbligazioni, ma anche investimenti sulle materie prime o sui fondi di investimento.

Nella scelta dei prodotti occorre tenere presente non solo quanto lo stesso possa fruttare, ma anche il costo di gestione degli strumenti stessi, solo in questo modo si potrà valutare se lo stesso è più o meno remunerativo.

Per chi non ha abbastanza risorse per diversificare con azioni ed obbligazioni, una possibilità è rappresentata dal trading online che consente di investire in azioni, monete, materie prime ed indici, ma senza impegnare cifre elevate sui singoli prodotti.

La differenza è ben percepibile pensando al fatto che per investire in modo tradizionale in azioni è necessario comprare pacchetti azionari di valore prestabilito, mentre nel fare trading online si investe semplicemente sulla differenza di valore delle azioni in due momenti diversi e bastano cifre irrisorie.

La comodità è data dal fatto il trading è accessibile direttamente da casa con una connessione internet ed un pc.

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