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Rischio di cambio (in ottica monetaria)

Nell’attuale era di crescente globalizzazione e accresciuta volatilità monetaria, le variazioni dei tassi di cambio hanno un’influenza sostanziale sulle operazioni e sul reddito delle società.
La volatilità del tasso di cambio colpisce non solo le multinazionali e le grandi società, ma colpisce anche le piccole e medie imprese, comprese quelle che operano solo nel loro paese d’origine.
Sebbene la comprensione e la gestione del rischio di cambio sia un argomento di ovvia importanza per gli imprenditori, ha un valore ancora maggiore per gli investitori visto che andrà ad influire sul risultato dell’investimento.
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Cos’è l’esposizione economica?

Le aziende sono esposte a tre tipi di rischio causato dalla volatilità valutaria:

  • L’esposizione alla transazione deriva dall’effetto che le fluttuazioni del tasso di cambio hanno sugli obblighi di una società di effettuare o ricevere pagamenti in valuta estera. Questo tipo di esposizione è di natura da breve a medio termine.
  • L’esposizione alla traduzione deriva dall’effetto delle fluttuazioni valutarie sul bilancio consolidato di una società, in particolare quando ha filiali estere. Questo tipo di esposizione è da medio a lungo termine.
  • L’esposizione economica (o operativa) è meno nota delle due precedenti ma rappresenta comunque un rischio significativo. È causato dall’effetto di fluttuazioni valutarie impreviste sui flussi di cassa futuri e sul valore di mercato di una società ed è di natura a lungo termine. L’impatto può essere sostanziale, poiché variazioni impreviste del tasso di cambio possono influire notevolmente sulla posizione competitiva di un’azienda, anche se non opera o non vende all’estero.

Si noti che l’esposizione economica si occupa di cambiamenti inattesi nei tassi di cambio (per definizione sono impossibili da prevedere) poiché la direzione di una società basa i propri budget e previsioni su determinate ipotesi, che rappresentano la variazione attesa dei tassi di cambio. Inoltre, mentre l’esposizione a transazioni e traduzioni può essere stimata con precisione e quindi coperta, l’esposizione economica è difficile da quantificare con precisione e, di conseguenza, difficile da coprire.

Esempio di esposizione economica

Ecco un ipotetico esempio di esposizione economica. Considera una grande azienda farmaceutica statunitense con filiali e operazioni in diversi paesi in tutto il mondo. I maggiori mercati di esportazione dell’azienda sono l’Europa e il Giappone, che insieme rappresentano il 40% dei suoi ricavi annuali. Il management aveva tenuto conto di un calo medio del 3% per il dollaro rispetto all’euro e allo yen giapponese per l’anno in corso e per i prossimi due anni.cambio valute

La loro visione ribassista sul dollaro era basata su questioni come il ricorrente stallo del bilancio degli Stati Uniti, nonché i crescenti deficit fiscali e delle partite correnti della nazione, che si aspettavano avrebbero pesato sul biglietto verde in futuro.

Tuttavia, un’economia statunitense in rapido miglioramento ha innescato la speculazione secondo cui la Federal Reserve potrebbe essere pronta a inasprire la politica monetaria molto prima del previsto. Di conseguenza, il dollaro negli ultimi mesi ha guadagnato circa il 5% contro euro e yen. Le prospettive per i prossimi due anni suggeriscono ulteriori guadagni in serbo per il dollaro, poiché la politica monetaria in Giappone rimane molto stimolante e l’economia europea sta appena uscendo dalla recessione.

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L’azienda farmaceutica statunitense deve affrontare non solo l’esposizione alle transazioni (a causa delle sue grandi vendite all’esportazione) e alla traduzione (poiché ha filiali in tutto il mondo), ma anche l’esposizione economica. Ricordiamo che il management si aspettava che il dollaro scendesse di circa il 3% annuo rispetto all’euro e allo yen su un periodo di tre anni, ma il biglietto verde ha già guadagnato il 5% rispetto a queste valute, una varianza di otto punti percentuali e in crescita. Ciò ovviamente avrà un effetto negativo sulle vendite e sui flussi di cassa dell’azienda. Gli investitori esperti hanno già affrontato le sfide che l’azienda deve affrontare a causa di queste fluttuazioni valutarie e il titolo è sceso del 7% negli ultimi mesi.

Strategie operative

Diversificazione degli impianti di produzione e dei mercati per i prodotti: la diversificazione mitigherebbe il rischio inerente alla concentrazione degli impianti di produzione o delle vendite in uno o due mercati. Tuttavia, lo svantaggio qui è che l’azienda potrebbe dover rinunciare alle economie di scala.

  • Flessibilità di approvvigionamento: avere fonti alternative per gli input chiave ha senso strategico, nel caso in cui le variazioni del tasso di cambio rendano gli input troppo costosi da una regione.
  • Diversificare il finanziamento: avere accesso ai mercati dei capitali in diverse nazioni importanti offre a un’azienda la flessibilità di raccogliere capitali sul mercato con il costo dei fondi più basso.

Strategie di mitigazione del rischio di cambio

Le strategie più comuni a questo proposito sono elencate di seguito.

  • Corrispondenza dei flussi di valuta: questo è un concetto semplice che richiede la corrispondenza degli afflussi e dei deflussi di valuta estera. Ad esempio, se una società statunitense ha afflussi significativi in ​​euro e sta cercando di aumentare il debito, dovrebbe considerare di prendere in prestito in euro.
  • Accordi di condivisione del rischio di cambio: si tratta di un accordo contrattuale in cui le due parti coinvolte in un contratto di vendita o acquisto concordano di condividere il rischio derivante dalle fluttuazioni del tasso di cambio. Implica una clausola di aggiustamento del prezzo, in modo tale che il prezzo base della transazione venga adeguato se il tasso oscilla oltre una banda neutra specificata.
  • Prestiti back-to-back: noto anche come credit swap, in questo accordo due società situate in paesi diversi si accordano per prendere in prestito la valuta dell’altra per un periodo definito, dopo di che gli importi presi in prestito vengono rimborsati. Poiché ciascuna società concede un prestito nella propria valuta nazionale e riceve garanzie equivalenti in una valuta estera, un prestito back-to-back appare sia come attività che come passività nei suoi bilanci.
  • Swap di valute: questa è una strategia popolare che è simile a un prestito back-to-back ma non compare in bilancio. In uno scambio di valuta, due società prendono in prestito nei mercati e nelle valute in cui ciascuna può ottenere i tassi migliori e quindi scambiare i proventi.


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