tassazioni dividendi

Tassazione dividendi, come funziona

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La tassazione degli utili erogati ai soci di società di capitali

Le modalità di tassazione degli utili erogati ai soci possono cambiare in funzione di molte variabili, che sono legate per esempio alla tipologia del socio percettore: se si tratta di una società di capitali, se invece è una società di persone oppure una ditta individuale o ancora una persona fisica; possono variare in funzione dell’anno in cui è stato prodotto il reddito, oppure in funzione all’anno in cui è stata assunta la delibera di erogazione dei dividendi o dell’anno in cui sono stati corrisposti. Ma soprattutto perché la nostra legislazione fiscale tende a variare in maniera continuativa le norme, norme che spesso hanno anche dei periodi interinali, prima che quella nuova norma entri definitivamente in vigore, dove si vanno ancora ad applicare le vecchie norme.

I criteri di tassazione degli utili

Prendiamo in esame un caso, la tassazione dell’utile che ad esempio una società a responsabilità limitata eroga a favore di soci persone fisiche; parliamo quindi di un ipotetico Mario Bianchi, non titolare di partita Iva e che detiene la partecipazione al di fuori del regime d’impresa, e quindi è una persona fisica privata che ha una partecipazione in una S.r.l. e si vede erogato un utile. Che imposte paga questa persona? In primo luogo è necessario sapere qual è l’anno in cui è maturato quell’utile; la normativa ultima (“Legge di Bilancio 2018 che ha equiparato la tassazione sulle persone fisiche non in regime di impresa che detengono partecipazioni qualificate o non qualificate”) specifica che tutti gli utili che vengono prodotti a partire dal 2018 e distribuiti ai soci persone fisiche subiscano una tassazione a fronte di una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Invece per gli utili che sono stati prodotti negli anni antecedenti al 2018 e che erano stati accantonati nelle riserve di patrimonio netto dell’azienda sono chiaramente utili che possono essere distribuiti a favore dei soci, i quali subiscono una tassazione che varia anche lì a seconda dell’anno in cui è maturato quell’utile; nello specifico, una quota parte del dividendo che è stato prodotto negli anni prima del 2018 viene tassato in capo al socio.

Per esempio, utili prodotti nel 2017 la cui delibera di distribuzione è avvenuta nel 2018 e distribuiti nel quinquennio 2018/2022 verranno assoggettati a tassazione parziale; in particolare l’aliquota di riferimento, la percentuale imponibile di riferimento è (nel caso in cui l’utile sia del 2017) il 58,14%. La tassazione dipenderà dall’aliquota marginale fiscale del socio percettore. Ipotizziamo che il soggetto abbia un’aliquota fiscale bassa, perché non produce più di 15.000 euro di reddito, in questo caso (variazioni sempre possibili a parte) l’aliquota sarà il 23%.

In sintesi

Ecco che l’ultima applicazione normativa, che impone una tassazione per gli utili prodotti dal 2018 da parte delle società di capitale a favore dei soci persone fisiche di una ritenuta a titolo d’imposta del 26% è un prelievo fiscale più alto rispetto a quello precedente, qualora il socio percettore e detentore di una partecipazione qualificata avesse percepito un utile avendo un’aliquota fiscale modesta, perché nel caso della nuova normativa il soggetto si vede subire una ritenuta più alta. Per chi aveva quindi pochi redditi e un’aliquota fiscale bassa, la vecchia normativa era fiscalmente più favorevole per il socio rispetto a quella attuale. Se invece il socio percettore ha una ritenuta fiscale alta – prendiamo in esame la più alta, quella del 43% – che subisca una ritenuta a titolo d’imposta del 26% o che subisca una tassazione con le vecchie normative, praticamente il risultato è una percentuale di tassazione simile, perché prima si aggirava intorno al 25%. Quindi si nota che per quanto attiene la tassazione degli utili a favore dei soci persone fisiche questa tassazione è andata via via aumentando negli anni e in ultimo a partire dal 2018 e questo anche per andare in parte a bilanciare quella che è stata la riduzione dell’aliquota Ires in capo alle società di capitale; quindi in sostanza per mantenere inalterato il gettito complessivo sotto forma di imposte in capo alla società più imposte in capo al socio a fronte della distribuzione degli utili, sono corrispondentemente aumentate le tassazioni in capo alle persone fisiche a fronte della distribuzione degli utili.