imprenditori o dipendenti

Autonomi, imprenditori o dipendenti?

imprenditori o dipendenti

Una delle scelte più importanti della vita è, sicuramente, il lavoro. In questo caso non è possibile sbagliare e per questo motivo bisogna conoscere tutti i rischi prima di potersi buttare nell’esperienza che ci accompagnerà per molti anni.

Autonomi, imprenditori o dipendenti? Questa è la domanda a cui bisogna saper rispondere con coscienza. Scoprire se si è a proprio agio con la libera professione, oppure, come imprenditore o dipendente, non è difficile ma, ovviamente, è bene tenere conto una serie di pro e contro che in questo articolo andremo ad analizzare. Iniziamo subito.

Autonomi, imprenditori o dipendenti: le differenze

Prima di tutto bisogna considerare che, molto spesso, si fa confusione tra imprenditori e lavoratori autonomi. Non si tratta assolutamente della stessa cosa.

Un imprenditore è colui che intraprende un’attività economica o produttiva, finalizzata allo scambio di beni e servizi. A dirlo è il codice civile che all’articolo 2082 ne tratteggia i caratteri fondamentali. L’operato di un imprenditore prevede, prima di tutto, un investimento ingente di capitale, la creazione di capannoni, negozi, uffici o altro, l’assunzione di personale dipendente e di forza lavoro. Inoltre provvede ad acquistare le materie prime che trasformerà e che, successivamente, immetterà sul mercato.

Il lavoratore autonomo, invece, è colui che svolge una professione di stampo intellettuale e vende, quindi, le sue conoscenze. Si tratta di opere in cui si forniscono consulenze, progetti o pareri di ogni genere. Un esempio? l’avvocato o l’architetto.

Tutto ciò che ruota attorno al lavoratore autonomo si distingue per la sfera intellettuale messa a disposizione del cliente. Non vi è attività produttiva o commerciale. Il lavoratore autonomo, quindi, non può assicurare un risultato finito e, a volte, non può dimostrare un risultato tangibile. La sua opera deve portare ad una svolta circa la richiesta del cliente.

Un libero professionista deve possedere certificati richiesti esplicitamente dalla legge, ad esempio, laurea e abilitazione per il medico o l’avvocato. Altre volte, invece, si richiede l’iscrizione ad associazioni di categoria che raggruppano professionisti che operano in un certo ambito.

Il dipendente, infine, è l’ultima categoria in esame. Si tratta di un soggetto che viene assunto da un imprenditore, oppure, da un ente pubblico. Si tratta di un semplice esecutore di mansioni che gli vengono assegnate, percepisce un’entrata fissa mensile. Si tratta di una figura che desta maggiore tranquillità dal punto di vista economico.

Autonomi, imprenditori o dipendenti: i fattori da valutare

Ora che abbiamo compreso quali sono le caratteristiche di tutte le fattispecie in analisi, è importante sapere quale professione scegliere sulla base di elementi del tutto personali. Siamo imprenditori, lavoratori autonomi o dipendenti? Scopriamolo subito.

Uno dei fattori di cui bisogna tenere sempre conto è il tempo. L’imprenditore ha la possibilità di poter lavorare anche per 24 ore di fila e non prendersi mai ferie ma, ovviamente, è necessario anche scegliere come e quando lavorare. Lo stesso vale per il lavoratore autonomo, infatti, è proprio lui a capire come organizzare al meglio la sua attività in base al tempo che ha.

Il dipendente, invece, è soggetto ad una rigida gestione del lavoro. Ha degli orari imposti e poco flessibili ai cambiamenti. Un vantaggio molto importante, però, sta nel fatto di non doversi preoccupare delle problematiche aziendali dopo la fine della giornata d’ufficio.

Lo stipendio è un altro tema scottante che distingue le tre categorie in esame. Un dipendente percepisce sempre uno stipendio fisso mensile di base. Questo, però, può essere arricchito da straordinari e assegni. L’imprenditore e il lavoratore autonomo, invece, sono soggetti ad un’entrata variabile e quasi sempre incerta. In questo modo non è semplice poter programmare investimenti importanti.

Le responsabilità dell’imprenditore, inoltre, sono massime. Infatti oltre a gestire il lavoro deve tener conto della burocrazia e delle responsabilità a cui è soggetto. Allo stesso modo il lavoratore autonomo deve sapersi organizzare per far fronte a situazioni di emergenza o al lavoro aggiuntivo che può investirlo. Il dipendente, invece, non ha alcun tipo di responsabilità aggiuntiva a quelle che le sue mansioni comportano.

L’imprenditore e il lavoratore autonomo, dal punto di vista delle soddisfazioni, godono dei frutti del loro duro lavoro. Il dipendente ha poca libertà di decisione, quindi, i risultati non sono imputabili personalmente a lui ma a tutta l’azienda. Non è un lavoro soggetto a grandi soddisfazioni.

Autonomi, imprenditori o dipendenti: come orientarsi

Comprendere cosa fare per la vita non è semplice. Quando si parla di lavoro è importante sempre saper ponderare le proprie scelte ma, ovviamente, bisogna sapersi affidare anche all’istinto in minima parte.