Tasse sul trading: si pagano?

tasse trading
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L’argomento di questo post riguarda le tasse sul trading. Nel trading uno degli argomenti più discussi è sicuramente quello relativo alla tassazione. Infatti i trader spesso trascurano il pagamento delle tasse offuscati dalla voglia di vedere subito i profitti da questo sistema in grande evoluzione degli ultimi anni. Questo è spesso una conseguenza del fatto che la maggior parte dei trader non ha alcuna esperienza nel settore e ciò può essere la causa di non avere idea che esista un sistema di tassazione. Si rischia quindi inconsapevolmente di andare incontro a multe salate da parte delle autorità.

Tasse sul trading “vantaggiose” e convenienti

Quando si parla di attività legate all’acquisizione di redditi potenzialmente portatrici di introiti o plusvalenze è soggetta al pagamento di tasse. Quindi anche il trading online rientra in questo campo, oltre al fatto che rappresenta ormai una delle attività maggiormente redditizie. Nel trading online le tasse possono essere quindi definite più “convenienti” e vantaggiose rispetto a altri settori relativi al business online. Ci sono quindi svariati aspetti positivi:

  • La pressione fiscale sul trading online è decisamente minore rispetto a qualsiasi altra attività.
  • Solo se si creano dei profitti o degli introiti si dovranno pagare delle tasse.
  • La burocrazia nel mondo online non è comparabile a quella fuori dal trading, infatti le lungaggini burocratiche saranno ridotte al minimo in quanto non sarà necessario avere una partita IVA oppure versare dei contributi INPS.
  • Non esistono tasse fisse oppure scadenze precise come una qualsiasi bolletta.
tasse convenienti nel trading online

I traders possono ritenersi fortunati rispetto agli altri campi del business, soprattutto in periodi complicati come quelli successivi alla crisi finanziaria del 2008.

L’importanza delle minusvalenze nel trading

Quando si va a creare una dichiarazione dei redditi è sempre obbligatorio denunciare sia una plusvalenza ma anche una minusvalenza in ambito trading. Una minusvalenza può essere importante perchè ad esempio se ne viene dichiarata una, nell’anno successivo una possibile plusvalenza abbatterebbe l’imponibile in tasse. Questo quindi permette al trader di non andare a pagare delle tasse su tutta la plusvalenza. Viene quindi sottratta la somma di minusvalenza dagli introiti abbassando la soglia di tassazione. L’aliquota in vigore nel mondo del trading è di circa del 26% ovviamente solo sulle plusvalenze. Quindi se in un anno si “vincono” 100 € si andrà a pagare solamente 26 € allo stato, altro aspetto sicuramente vantaggioso del trading.

Come calcolare le imposte nel trading

Come già detto in precedenza solamente se si arriva a un introito ovvero a una plusvalenza si pagheranno delle tasse. Quindi se in un mese si versano 10000 € e si riesce a portare il totale a 11000 € si avrà fatto una plusvalenza di 1000 €. Solo in questo caso si dovrà andare in contro a una piccola tassazione.
Quindi per pagare delle tasse è necessario prima di tutto affidarsi a un broker per operare nel mondo del trading online. Quindi è il broker stesso a offrire una piattaforma per investire i propri soldi. A volte è possibile che il trader si affidi completamente al broker in modo che quest’ultimo si occupi lui stesso della tassazione periodica del trader. Diventa quindi il sostituto d’imposta se il trader da i permessi al broker trading di compiere le operazione di pagamento delle tasse sulle plusvalenze direttamente allo stato. E’ anche possibile però per il trader occuparsi personalmente del pagamento delle tasse.

Come pagare le tasse nel trading

In Italia i broker più famosi e utilizzati hanno scelto di non agire come sostituti d’imposta, ovvero non occuparsi della tassazione dei trader. Offrono però la possibilità di ricevere un report periodico in modo da avere sott’occhio i propri movimenti. Dopodiché sarà possibile affidarsi a un commercialista per finalizzare l’operazione di pagamento delle tasse. Oppure quando di fa la dichiarazione dei redditi solitamente viene calcolata un’aliquota fissa sul proprio capitale (intorno al 26%) per sapere quanto bisogna versare. Per fare una dichiarazione dei redditi è possibile affidarsi al proprio sindacalista oppure compilare il Modello Unico oppure il 730. Comunque se si è un trader non troppo capace in questo campo, nel pagamento delle tasse, è possibile affidarsi a qualsiasi commercialista anche senza esperienza nel trading.

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